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Le azioni di bullismo nelle scuole, purtroppo, si stanno allargando a macchia d’olio: coetanei che abusano di compagni portatori di handicap, ma anche di soggetti tranquilli, i cosiddetti “più deboli o ben educati”. Le cause di questi comportamenti violenti, arroganti e oltraggiosi, vanno ricercati nel malessere esistenziale, che può essere, sì, imputabile alla società frenetica, caotica e indifferente, ma alla base rimane, comunque, la responsabilità principale delle famiglie. La cosa che fa riflettere quando i soggetti violenti vengono individuati e indagati è che, nella gran parte dei casi, appartengono a famiglie del ceto medio-alto.
La famiglia, oggi, purtroppo, non assicura sempre la sua presenza nella vita dei ragazzi, a causa dei molteplici impegni di lavoro di entrambi i genitori e, quindi, della mancanza di tempo da dedicare loro. Erroneamente, i genitori pensano di poter supplire a questa loro assenza attraverso le elargizioni di denaro e di costosi regali tecnologici. Purtroppo, i computer o i videogiochi non fanno altro che diminuire il grado di socializzazione del ragazzo, che rimane sempre più solo, e quando anche questo passatempo gli procura noia, va alla ricerca di qualcosa di più adrenalinico. Secondo il mio parere, le azioni di prepotenza e di cattiveria gratuita esercitata dai bulli, non esprimono soltanto le difficoltà di adattamento alla società. Esse manifestano anche l’assenza di una famiglia capace di trasmettere princìpi e regole. Non solo disciplina, però, ma anche attenzione e interesse per i problemi quotidiani dei ragazzi, e soprattutto, manifestazioni d’amore e d’affetto nei confronti dei propri figli: fosse pure una carezza al giorno... Anche le baby gang sono una manifestazione di malessere sociale e familiare. La loro pericolosità deriva dal fatto che agiscono in branco, contro uno o più soggetti per volta. Le azioni criminose spesso causano gravi danni ai soggetti colpiti, e di solito sono rivolte a procurarsi denaro da spendere in cose futili. La giustificazione data dai membri di queste baby gangs è che tali azioni sono fatte per noia. Che tristezza!! Quello che accade in queste circostanze, deve far riflettere sullo scarso valore che si dà alla vita e alla totale assenza di senso del dovere, rispetto per le leggi, rispetto per i propri simili; senza parlare di valori religiosi... In Italia non abbiamo leggi severe che puniscano in modo adeguato i minori che commettono questi reati. Spesso, infatti, vengono riaffidati alle famiglie. Tali provvedimenti è come se garantissero ai colpevoli una certa impunità, che non produce in loro nessun cambiamento; anzi, li incoraggiano a perseverare in simili azioni. Servirebbero, dunque, provvedimenti legislativi volti non solo alla punizione, ma anche al recupero di questi minori; provvedimenti che vedano la famiglia coinvolta in azioni educative e non solo protettive dei propri figli. Si deve smettere di giocare a rimpiattino tra “cattiva società” e “cattivi genitori”. Ognuno deve avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.
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